giovedì 20 marzo 2008
Da Sutri a Civitavecchia in bici sulla vecchia ferrovia dismessa.
Si arriva in treno alla stazione di Capranica/Sutri, usciti dalla stazione si gira a destra, quindi di nuovo a destra si supera un passaggio a livello e da qui inizia il percorso della vecchia ferrovia. Il tracciato si snoda passando per tutte le vecchie stazioncine che sono ancora in piedi ed attraversando numerose gallerie. Sulle gallerie è bene fare alcune precisazioni: ovviamente non sono illuminate, la seconda, che è anche la più lunga ,viene utilizzata come stalla ed è quindi piena di escrementi, di alcune non si vede l'uscita quindi per chi soffre di claustrofobia può dare dei problemi, il fondo è a tratti molto sconnesso, una buona lampada, magari di quelle frontali è necessaria. Il percorso è tutto sterrato ma con il fondo generalmente buono ( la MTB non è strettamente necessaria ma la bici da corsa è sconsigliata), la pendenza media è minima (i treni specie quelli di una volta non fanno grandi pendenze), il panorama è molto bello : spettacolare l'attraversamento del vecchio viadotto in ferro che scavalca la valletta dove scorre il fiume Mignone. Alla fine della ferrovia ,40 km circa, si arriva sulla strada asfaltata e raggiunta la via Aurelia, in circa 10 km si arriva alla stazione di Civitavecchia. Ricordo a tutti che la bici va messa sul primo vagone e che il suo biglietto, valido per tutto il giorno, costa 3,5 "euri". Durante il percorso ci sono alcuni muretti messi per impedire l'accesso alle macchine, quindi se si va in due sarà più facile passare le bici. Non spaventatevi di queste piccole difficoltà perchè la gita è veramente bella! Io ,vecchio lupo solitario, l'ho fatta ovviamente da solo. Buona pedalata!
domenica 16 marzo 2008
Una chiesetta da vedere
All'interno di villa Borghese si trova una piccola chiesa che vale la pena di vedere. Si trova sulla destra di piazza di Siena, venendo dal laghetto, nella parte anteriore di quella che viene chiamata la "Casina di Raffaello". Questo nome non inganni in quanto di opere dell'artista non vi è traccia, ed infatti deriva dalla leggenda che egli amasse lavorare nei suoi dintorni. La sua costruzione risale alla fine del 1700 e con vari successivi rimaneggiamenti è giunta a noi cosi come la vediamo. Intitolata a Maria Immacolata è di dimensioni minime,poco più di una stanza, senza finestre e con un soffito a botte con dipinti molto belli; bello il gruppo marmoreo che troneggia sull'altare. L'apertura credo che sia purtroppo solo di domenica in corrispondenza della funzione festiva alle ore 1200.
lunedì 10 marzo 2008
IL MONTE TERMINILLO
Il m.te Terminillo è una splendida montagna poco conosciuta e frequentata dai romani , forse per il fatto che è troppo a portata di mano. Peccato ! Con poco più di un'ora e mezzo ci si arriva e si può godere di una giornata di vera montagna. Dopo Rieti , da Vazia, inizia la salita che passando per Pian di Rosce , bella conca molto ben frequentata...in estate, ci conduce a Pian de Valli dove c'è un ampio parcheggio e da dove in inverno partono alcuni impianti di risalita. Si prosegue verso Leonessa , e passando un residence quantomeno osceno , secondo il mio metro, e situato in una strategica posizione a portata di slavina, si arriva alla sella di Leonessa dove c'è il rifugio Sebastiani. Qui lasciamo la macchina , ma con un poco di fiato ci si arriva bene anche in bici, e si inizia la camminata verso la vetta. Dal rifugio partono due sentieri segnati discretamente con i classici segnavia bianco/rossi. Uno va direttamente in vetta (1 ora circa), ma per la salita è più bello l'altro che girando in senso antiorario intorno alla montagna porta in vetta passando per la cresta Sassetelli , e consentendo una vista del Terminillo che non ha nulla da invidiare a tante montagne dolomitiche. La vetta, 2216 m,per questa via si raggiunge in circa 2 ore. Per la discesa si può fare la "direttissima" fino al rifugio, gestito da un appassionato ragazzo di Rieti, dove si possono gustare le specialità tipiche della cucina reatina.
BICICLETTA : La catena (2)
Il controllo dell'usura della catena è uno degli argomenti che più accalorano le discussioni fra ciclisti. L'unico metodo oggettivamente valido è il seguente .
Si misura sulla catena una distanza di un piede inglese corrispondente a 12 pollici ovvero 30.48cm. Tale distanza corrisponde a 12 maglie complete di catena ed in una catena nuova cade esattamente al centro di due perni. Man mano che la catena si usura il perno sarà oltre la misura di riferimento. Se l'allungamento è entro 1/16" (di pollice, ovvero 1,5875 mm) la catena è in buone condizioni ; se è oltre 1/16" la catena va cambiata e sarebbe bene cambiare anche i rocchetti ; se è oltre 1/8" (3,175 mm) oltre alla catena tocca cambiare anche i rocchetti altrimenti probabilmente salterà specialmente sui più piccoli. Per effettuare la misurazione l'ideale è un regolo rigido , ma va benissimo anche un metro a nastro che riporti la misurazione in pollici (notare che ogni tacca piccola corrisponde ad 1/16"). (liberamente tratto da S.Brown)
Si misura sulla catena una distanza di un piede inglese corrispondente a 12 pollici ovvero 30.48cm. Tale distanza corrisponde a 12 maglie complete di catena ed in una catena nuova cade esattamente al centro di due perni. Man mano che la catena si usura il perno sarà oltre la misura di riferimento. Se l'allungamento è entro 1/16" (di pollice, ovvero 1,5875 mm) la catena è in buone condizioni ; se è oltre 1/16" la catena va cambiata e sarebbe bene cambiare anche i rocchetti ; se è oltre 1/8" (3,175 mm) oltre alla catena tocca cambiare anche i rocchetti altrimenti probabilmente salterà specialmente sui più piccoli. Per effettuare la misurazione l'ideale è un regolo rigido , ma va benissimo anche un metro a nastro che riporti la misurazione in pollici (notare che ogni tacca piccola corrisponde ad 1/16"). (liberamente tratto da S.Brown)
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